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Longevità, Senior Italia: con 200 mld di valore annuo, la Senior economy (o silver economy) sarà il motore della ripresa italiana

Roberto Messina, Presidente Senior Italia Federanziani: il 39,9% del totale della ricchezza posseduta dalle famiglie è nelle mani degli over 65

Una società, la nostra, sempre più senior, in cui si vive più a lungo e meglio. In Italia ci sono 14 milioni di over 65 e tra circa 15 anni saranno 4,5 milioni in più. In Europa entro il 2070 il 30 % delle persone avrà un’età pari o superiore a 65 anni, rispetto al 20% di oggi.
Per questo, su iniziativa della Vice Presidente del Senato Paola Taverna, è nato l’Intergruppo Parlamentare «Longevità: prospettive socioeconomiche», dedicato ad approfondire le tematiche della Senior Economy con il fondamentale contributo delle associazioni della terza età rappresentate da Senior Italia FederAnziani. L’intergruppo, un progetto organico e trasversale che coinvolgerà entrambe le camere, i diversi gruppi politici e il Governo, oltre a diverse Istituzioni nazionali ed europee, è stato presentato alla stampa dalla Vice Presidente del Senato insieme al Vice Presidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo, al sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, a Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Commissione per la riforma dell’assistenza agli anziani e Roberto Messina, Presidente Senior Italia Federanziani.

I senior oggi vivono più a lungo perché vivono meglio, per questo avremo un +63,1% di Over65 nei prossimi 20 anni. Sono longevi ma anche attivi, tanto che oltre 7 milioni di anziani contribuiscono con proprie risorse economiche al benessere della famiglia, di figli e nipoti, e il valore del loro sostegno alle famiglie dei figli ogni anno, in forma diretta o di acquisti di beni necessari, prodotti e servizi, è pari a 5,4 miliardi. Il 39,9% del totale della ricchezza posseduta dalle famiglie è nelle mani degli over 65. Ma non è tutto: la spesa degli over 65 nel nostro Paese viene stimata in 200 miliardi, ovvero un quinto dell’intero ammontare dei consumi delle famiglie, cifra che entro il 2030, secondo le proiezioni di Confindustria, dovrebbe salire al 25% del totale e nei successivi venti anni al 30%. A ciò si aggiunga che negli ultimi cinque anni abbiamo avuto un +38,4% di over 65 che sono andati in vacanza e il +112,3% di loro che ha viaggiato per lavoro. I nonni italiani sono i più occupati in Europa nella cura dei nipotini, mentre i genitori lavorano, durante i loro impegni, nei momenti di emergenza, quando i bambini sono malati, e 27,6 miliardi di euro annui è il valore dell’accudimento dei nipoti, un lavoro non pagato che è parte di una vera e propria economia sommersa, decisiva per il nostro paese dato che rappresenta il pilastro del welfare. «Tutto questo e altro va considerato quando si parla di Senior Economy (Silver Economy), ovvero economia della longevità, quell’insieme di beni, servizi, consumi, stili di vita che ruotano attorno a questo universo sempre più dinamico che con i suoi 4.200 miliardi di Prodotto Interno Lordo e 78 milioni di occupati nei vari settori in tutta Europa, può rappresentare la spinta per la rinascita dell’economia europea e italiana dopo la crisi» ha dichiarato il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina sottolineando la necessità di «promuovere un cambiamento culturale radicale per trasformare la sfida dell’invecchiamento della popolazione in un’opportunità per tutti. Affinché ciò accada tutti i soggetti coinvolti devono cogliere la portata del cambiamento e investire nei nuovi bisogni dei senior, favorendo dove possibile anche sinergie tra pubblico e privato. Compito delle istituzioni, mettere in campo politiche per l’invecchiamento attivo e per favorire la massima partecipazione sociale di una fetta di popolazione destinata a diventare sempre più ampia. La costituzione dell’Intergruppo parlamentare dedicato alla Longevità rappresenta un importante passo avanti in questa direzione, per il quale ringraziamo la Vice Presidente del Senato Paola Taverna.»